Zimbabwe: Internet, un pericolo nazionale


Il Parlamento dello Zimbabwe ha chiesto (o meglio, obbligato) agli Internet Service Provider locali di censurare l'informazione in Rete perché, come ha spiegato pubblicamente Robert Mugabe, presidente della Repubblica, “le nuove tecnologie sono strumenti neocolonialisti in mano agli occidentali guerrafondai!”. Il Presidente Mugabe, primo ed unico capo dello stato in carica dal 1986, aspira da tempo al controllo totale dei mezzi di comunicazione telematici già dal 1996, quando Internet si affacciò timidamente nella repubblica sudafricana. Al giorno d'oggi lo Zimbabwe conta circa 7000 siti web locali ed oltre 200.000 utenti. Secondo la disposizione parlamentare di Mugabe i provider dello Zimbabwe dovranno da ora in poi dotarsi di tutti gli strumenti necessari per controllare e contenere la diffusione di "informazioni pericolose" sul web. Robert Mugabe, che teme la diffusione di notizie "diffamatorie" sul proprio conto, chiede inoltre esplicitamente agli ISP di bloccare “tutta la disinformazione proveniente dall'Occidente”. Ovviamente gli oltre 200 ISP ed Internet-cafè locali non sembrano gradire la nuova disposizione parlamentare. Innanzitutto denunciano l'impossibilità tecnica di poter monitorare ogni singolo pacchetto di dati web e una cronica mancanza di fondi economici per applicare un sofisticato controllo. Molti ISP, quelli più organizzati, hanno messo in dubbio la legalità della richiesta, nell'eventualità di un ricorso alla Corte Costituzionale.

Lo scopo del governo sarebbe quello di creare una Internet privata alle strette dipendenze dell’autorità centrale, contraddicendo quindi l’anima libera della grande rete. Nel corso dell'importante summit internazionale WSIS, Mugabe ha incitato la folla a contrastare il "Nuovo Ordine" mediatico dell'Occidente, creando un'alternativa a USA e UK. Una lotta anticoloniale via Internet. A molti sembra che il governo più che difendersi dalla cattiva informazione occidentale voglia nascondere al mondo i numerosi massacri perpetrati dallo stato ai danni di etnie minoritarie nonché i continui violenti scontri tribali. L’azione di Mugabe e del partito Zanu PF è mirata soprattutto alla sicurezza pubblica. Nel 2002 alcuni oppositori del regime di Mugabe utilizzarono la Rete per organizzare una manifestazione di rivolta, stroncata sul nascere con l'arresto di ben 14 dissidenti. Da quel giorno l'attenzione dello Zimbabwe sui nuovi media è cresciuta sfociando in una speciale legge per l'Accesso all'Informazione che limita gravemente la libertà d'espressione, proibendo a chiunque di denigrare il Presidente.



Africa on line - Zimbabwe

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24/06/2004
Eleonora Bongiovanni, Italia (ex zimbabweana)
Robert Mugabe e' Prime Minister (Presidente del Consiglio) dal 1980, e fu BANANA il primo President (Presidente dello Stato) nel 1980. Oggi Robert Mugabe copre ambedue le posizioni. Ogni ulteriore commento sulla situazione in Zimbabwe e' futile. Nessuno fa niente per salvare un paese che una volta era in grado di sfamare anche altri paesi africani e che oggi non e' neanche in grado di sfamare il proprio popolo. Senza considerare le violenze stile 'Ton Ton Macoutes'. Per che ci vive e per chi ci ha vissuto e' solo argomento di tristezza
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